Buoni Pasto 2026: il nuovo massimale a 10 euro e i vantaggi per le aziende

Mar 11, 2026 | Buoni Pasto, News, Welfare Pellegrini

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 comma 14), il sistema del welfare aziendale in Italia riceve una spinta decisiva, ampliando le opportunità di ottimizzazione fiscale per le imprese e il sostegno al potere d’acquisto dei lavoratori. Dal 1° gennaio 2026, il massimale esentasse per i buoni pasto elettronici è stato ufficialmente elevato da € 8,00 a € 10,00 al giorno.

Entro questa nuova soglia, il valore del buono non concorre a formare reddito imponibile per il dipendente: ciò si traduce in una totale esenzione fiscale e previdenziale, sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Resta invece invariata a € 4,00 la soglia di esenzione per i buoni in formato cartaceo.

Il riferimento normativo

L’estratto della Legge di Bilancio 2026 (art. 1 comma 14, L. 199/2025) modifica l’articolo 51, comma 2, lettera c) del TUIR, disponendo che:

«Le prestazioni sostitutive del vitto rese in forma elettronica non concorrono a formare il reddito fino all’importo giornaliero di € 10,00. Per i buoni cartacei la soglia rimane fissata a € 4,00».

Chi può beneficiare dei Buoni Pasto?

Contrariamente a una percezione ancora diffusa, il buono pasto è uno strumento estremamente versatile che può essere erogato a una platea molto ampia di collaboratori. Nello specifico, possono riceverli:

  • Lavoratori subordinati: inclusi contratti a tempo indeterminato, determinato, part-time (anche senza pausa pranzo) e stagionali.
  • Collaboratori: stagisti e figure con rapporti di collaborazione anche non subordinata.
  • Figure apicali: amministratori, titolari e soci lavoratori, purché inquadrati con un regolare contratto.

Flessibilità nell’erogazione: le “categorie omogenee”

L’azienda ha la facoltà di erogare i buoni pasto alla generalità dei dipendenti oppure di differenziarne il valore per categorie omogenee.

Questa flessibilità permette al Responsabile delle Risorse Umane di disegnare piani di welfare su misura basati su mansioni, orari o responsabilità, superando la vecchia logica del “privilegio ad personam” a favore di un principio di equità organizzativa.

Vantaggi per Liberi Professionisti e Ditte Individuali

Anche chi opera senza dipendenti può trarre beneficio da questo strumento. La normativa permette ai liberi professionisti di:

  1. Dedurre i costi al 75%.
  2. Detrarre integralmente l’IVA al 10% (ai sensi del D.L. 112/2008).
  3. Il limite massimo di spesa è fissato al 2% del fatturato complessivo.

Analisi del risparmio: Buono Pasto vs Indennità in busta paga

Per comprendere il valore reale del nuovo massimale, analizziamo l’impatto economico per un’azienda che decide di erogare il valore massimo di € 10,00.

Immaginiamo un dipendente con una media di 220 giorni lavorativi annui. Il confronto tra l’erogazione del buono pasto elettronico e la stessa cifra corrisposta come indennità monetaria è netto:

Risparmio-Buoni-Pasto-Elettronici

Il risultato? L’utilizzo dei buoni pasto elettronici garantisce un risparmio annuo di € 1.383,80 per ogni singolo dipendente, riducendo i costi aziendali di quasi il 40% rispetto all’erogazione in denaro.

Conclusione

L’adozione dei buoni pasto rappresenta una scelta strategica che concilia l’ottimizzazione fiscale con il miglioramento del clima aziendale. Grazie ai nuovi massimali 2026, il potere d’acquisto del lavoratore aumenta senza gravare sul costo del lavoro.

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Welfareunity di Riccardo Ritteri
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